L’articolo che in realtà è una pubblicità
Come riconoscere una pubblicità travestita da articolo
Lezione 2 di 6 · ~7 minuti
Una pubblicità travestita da articolo (detta anche «publiredazionale») sembra una normale notizia: un sito di informazione, una sezione «Salute», un’autrice «dottoressa», i commenti dei lettori. Non sembra che ti stiano vendendo qualcosa: stai solo «leggendo una storia». Per questo ti fidi di più.
Questi articoli sono scritti seguendo un modello. L’ordine delle parti cambia appena:
- Un titolo che promette Un’esperta, una provocazione, «ecco perché finora niente ha funzionato».
- Dolore e vergogna Una scena familiare: «Ho 44 anni e, ancora una volta, il mio vestito preferito non mi entra».
- La scoperta «Alcuni scienziati di Copenaghen hanno trovato la vera causa». Non è colpa della persona: è «il cervello», «gli ormoni», «il sistema nervoso».
- Il prodotto arriva dopo Il nome dell’app compare solo a metà, quando sei già d’accordo che c’è un problema.
- Un diario dei risultati Giorno 1, giorno 5, settimana 3, settimana 4.
- Recensioni e commenti Sempre con un «ex scettico».
- Uno sconto e la scarsità «−60% per i nuovi utenti», «l’ultima volta è andato esaurito in 48 ore».
- Un pulsante «Fai il test gratuito» Poi arriva un lungo questionario prima della schermata di pagamento: è la prossima lezione.
Hai cliccato su una pubblicità sui social e sei finito su un «articolo». Trova 8 segnali che si tratta della pubblicità di un’app e non di giornalismo.
- Una minuscola scritta «Pubblicità»: C’è una scritta che dice che è una pubblicità, ma in caratteri minuscoli grigio chiaro, in un angolo. Per legge la scritta c’è; in pratica è quasi impossibile notarla.
- Un titolo costruito con una formula: La formula: «Esperta: “Anni di [il solito rimedio] non mi hanno aiutata, finché scienziati [stranieri] non hanno scoperto la vera causa”». Promette un sapere segreto e un nemico («l’industria non vuole che tu lo sappia»).
- Un’autrice che non si trova da nessuna parte: «Dott.ssa Helen Marks, neuropsicologa»: nessun luogo di lavoro, nessun link, nessuna pubblicazione. La foto è un’immagine qualsiasi presa da internet. Prova a cercare l’autrice: di solito non esiste da nessuna parte, tranne che in articoli come questo.
- Le stelline su un articolo: «4,8 ★ — 3.120 voti» su un articolo di notizie? Così sono fatte le schede prodotto, non il giornalismo. Il numero fa parte del modello.
- Uno sconto dentro la «notizia»: Una testata indipendente non vende abbonamenti scontati del 60% in un banner che ti segue lungo tutta la pagina. È il primo segnale che l’intero «articolo» è solo una pubblicità con un pulsante «compra».
- Un diario «Giorno 1 — Settimana 4»: La storia «all’inizio non ci credevo, al giorno 5 ho notato un cambiamento, un mese dopo sono un’altra persona» è un blocco standard. Viene scritta con un modello, spesso con lo stesso testo per prodotti diversi.
- «Ne hanno parlato» senza link: I loghi delle testate senza link ad articoli veri non dimostrano niente. A volte è solo un’immagine con qualche nome sopra.
- Commenti perfetti: Il modello arriva con un cast fisso: un paio di persone che «l’hanno già comprato», uno «scettico che ha provato lo stesso», un «esperto» e qualcuno che sta «facendo il test proprio adesso». I numeri dei «mi piace» sono fissi.
Come controllare in un minuto
- Cerca una scritta come «Pubblicità», «Publiredazionale», «Contenuto sponsorizzato», in alto o in fondo.
- Guarda l’indirizzo del sito. «notizie-salute-oggi.top» non è un giornale.
- Cerca il nome dell’autrice. Una vera dottoressa comparirà in una clinica o in articoli scientifici.
- Clicca sui loghi «Ne hanno parlato». Se non portano ad articoli veri, sono solo un’immagine.
- Cerca recensioni dell’app fuori dal suo sito: nello store, nei forum o cercando «nome dell’app + disdetta».
Quiz
Che cos’è una «pubblicità travestita da articolo» (un publiredazionale)?
- Una recensione indipendente di un’app
- Una pubblicità che imita un articolo o una storia personale
- La sezione delle recensioni in uno store
È una pubblicità fatta per sembrare un articolo di giornale o di un sito di notizie. La parola «publiredazionale» unisce «pubblicità» e «redazionale».
L’articolo ha una sezione «Ne hanno parlato» con i loghi di alcune testate. Cosa dimostra?
- Che i giornalisti hanno provato il prodotto
- Niente, a meno che i loghi non portino ad articoli veri
- Che il prodotto è popolare negli Stati Uniti
Senza link agli articoli, è solo un’immagine. E anche con i link, essere citati non è la stessa cosa che essere consigliati.
Perché il nome del prodotto compare solo a metà dell’«articolo»?
- Per fare prima
- Perché tu prima riconosca il problema e ti fidi dell’autrice, e solo dopo riceva la «soluzione»
- Lo impone la legge
Prima la storia e la fiducia, poi il prodotto. Se ti mostrassero subito il prodotto, capiresti che è una pubblicità e chiuderesti la pagina.
Qual è il modo più veloce per controllare la «dottoressa» che ha scritto l’articolo?
- Guardare la foto: i medici hanno un aspetto rispettabile
- Cercare il nome su internet insieme alla parola «clinica», o nelle banche dati della ricerca medica
- Leggere i commenti sotto l’articolo
Le foto si trovano facilmente su internet, e i commenti li scrivono gli stessi che hanno scritto l’articolo. Un minuto di ricerca sul nome mostrerà che quella dottoressa non esiste.
30 domande su di te e un unico piano per tutti
Tutte le app, gli autori, le testate e le recensioni di questo corso sono inventati. Ogni somiglianza con prodotti reali è puramente casuale. Solo i trucchi sono veri.